E proprio vero. Hanno ragione i detrattori della pubblica istruzione nel sostenere che spesso la scuola premia i non-meritevoli, non riuscendo invece a valorizzare le vere eccellenze.
Decine di migliaia di trentenni, insigniti dalle nostre scuole di diplomi, lauree, titoli di specializzazione e attestati vari, a distanza di anni dal termine degli studi sono ancora alle prese con lavoretti saltuari e malpagati, senza uno straccio di prospettive, e costretti al vitto e alloggio di mamma e papà. Segno forse che la pubblica istruzione li ha ingiustamente premiati, al di là delle loro reali capacità.
Prendiamo invece il caso di tal Renzo Bossi, giovanissimo ragazzo padano per ben tre volte bocciato all esame di maturità, che ora siede nel Comitato di Presidenza dell Osservatorio sulla trasparenza e l efficacia del sistema fieristico lombardo (“senza percepire un euro di stipendio”, ci tiene a precisare il Presidente di tale organismo, l assessore regionale Davide Boni) e riveste altresì, contemporaneamente, il prestigioso incarico di assistente accreditato al Parlamento europeo (o portaborse, nella vulgata popolare) dell eurodeputato Francesco Speroni. Una carriera già avviata.
I componenti di tre diverse commissioni d esame non sono dunque riusciti a comprendere le doti di questo ragazzo? Sembrerebbe. Evidentementente, dunque, il sistema scolastico è proprio da riformare.
Per completezza di informazioni, v è da dire che alcuni ritengono non essere un caso che entrambi i sopra citati mentori di Renzino, Boni e Speroni, siano esponenti di spicco della Lega Nord. Del resto il cognome di Renzino, Bossi, tradisce il legame di parentela col padre Umberto, inventore delle fortunate hits “Roma ladrona” e “Mai più schiavi di Roma”. Fortunate perchè, ininterrottamente dal 1987, gli valgono i superpagati e romanissimi scranni di senatore, deputato o ministro. Bossi, leader storico della Lega, è dunque un nome molto importante della politica italiana; ed è altresì alquanto noto negli ambienti giudiziari milanesi: reo confesso, venne condannato in via definitiva a 8 mesi, per avere intascato una tangente dalla Montedison.
Ministro e pregiudicato. Che siano questi due titoli del padre ad aver spianato la strada al figlio?
No! Renzino vanta nel curriculum almeno altri due punti di merito:
- è team manager della Nazionale Padana di calcio;
- è l ideatore del divertente e fantasioso videogioco “Rimbalza il clandestino”.
Niente da dire sulle simpatiche e folkloristiche gesta sportive dei giovani calciatori padani. Strappano un sorriso a tutti quanti.
Diverse polemiche ha invece sollevato il videogioco di Renzino. Consiste nel respingere con un semplice click le imbarcazioni di immigrati che tentano di raggiungere le coste italiane.
Alcuni, in tempi di tragiche e terribili notizie che giungono dal Canale di Sicilia, ritengono il comportamento di Renzino, oltre che moralmente aberrante, anche perseguibile penalmente, configurandosi il reato di istigazione all odio razziale. Qualcuno s è già rivolto alla Procura della Repubblica, esponendo denuncia.
Il gioco, sostiene invece la Lega Nord, punta a “sensibilizzare i giovani leghisti, impegnati a difendere in questo modo le coste italiane”.
Certo è che un eventuale condanna penale non potrebbe far altro che giovare alla carriera di Renzino. Guardando al percorso del padre, che è poi lo stesso dell amico di famiglia e oggi ministro Roberto Maroni, anch egli condannato in via definitiva dai tribunali della Repubblica (oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, il suo titolo di merito), c è da sperare che Renzino ce la possa fare:
Lega Nord, e ci siamo; guai con la giustizia, e ci siamo quasi; incarico istituzionale...chissà!