LA STORIA DEL CIRCOLO “CHE GUEVARA” DI CADELBOSCO SOPRA
La nostra storia è piuttosto recente. Dopo la caduta del Muro di Berlino e le vicende che portarono al crollo dell’Unione Sovietica, i dirigenti del grande Partito Comunista Italiano, nel timore di essere travolti dagli eventi, decisero di “cambiare pelle” cercando di cancellare le tracce del loro glorioso e integerrimo passato.
Ecco cosa scrive il Corriere della sera dell’epoca:
“Il 12 novembre 1989 , il segretario del Partito comunista italiano Achille Occhetto , sulla scia degli eventi che hanno portato alla caduta del muro di Berlino e che stanno mettendo in crisi i regimi comunisti dell’Est europeo, lancia un appello ai progressisti per creare un nuovo partito di sinistra allargato a energie cattoliche, ecologiste e radicali , puntando all’Internazionale socialista , ma senza concessioni al Partito socialista italiano di Bettino Craxi.
Occhetto parla a Bologna , al 45° anniversario della battaglia della Bolognina , che vide opposti nel 1944 diciassette gappisti a 900 nazifascisti. Davanti a ex partigiani e iscritti alla sezione del Pci intitolata a quell’evento, annuncia che il Pci cambierà nome, simbolo, forma , e l’avvio di una fase costituente da cui nascerà il nuovo partito. Il 24 novembre ‘89, il Comitato centrale del Pci approva la proposta di Occhetto con il 67,7% dei voti e indice un congresso straordinario.
Questa è la “banale” cronaca dell’operazione politica più dissennata della storia d’Italia. La storia di un suicidio molto disonorevole.
Nel febbraio 1991, a Rimini, si svolge il XX Congresso del PCI che si trasforma nel PDS.
La mozione che si oppone allo scioglimento è quella di “Rifondazione Comunista” di Sergio Garavini che viene eletto coordinatore nazionale. Nel gennaio 1994 diventerà Segretario del PRC Fausto Bertinotti, il quale in un primo momento, come leader della corrente di sinistra della CGIL Essere sindacato, era rimasto nel PDS.
Il Circolo “Che Guevara” di Rifondazione Comunista di Cadelbosco nasce proprio nel 1991.
La sede era collocata nella palazzina di via Prampolini che alloggiava anche il Partito Socialista e che oggi è stata abbattuta dalla furia cementificatrice dell’Amministrazione comunale, per far posto ad un nuovo palazzone. I compagni che fondarono il nostro Circolo, sono ancora attivi (nonostante qualche annetto in più) e sono impegnati in varie iniziative di autofinanziamento per far fronte alle spese(mutuo e spese per la sede, Penna rossa, iniziative politiche, abbonamenti a Liberazione, ecc.). La sede del Circolo è nuova e bellissima (per noi) , collocata in Galleria G. Carletti (nel palazzo dell’Hotel ). Oggi Rifondazione Comunista a Cadelbosco è più che mai viva. Alle ultime elezioni comunali ha raccolto ben 680 voti, oltre il 12% di preferenze ed ha eletto un Consigliere comunale. Di Consiglieri avremmo potuto averne due, ma uno è andato alla lista del Trifoglio di Oppido, di cui (Trifoglio) si sono attualmente perse le tracce. Il Circolo è quanto mai attivo, un numeroso gruppo di giovani compagni si incontra settimanalmente (di norma al giovedì sera) nella nuova sede ed organizza iniziative politiche molto importanti, sul lavoro, sulla scuola,…
Qualcuno ci chiede: “Ma ha ancora senso parlare di Comunismo”? Secondo noi mai come oggi ha senso parlarne. L’attuale sistema economico-politico globale ha distrutto il mondo. Ha gettato alla fame e alla disperazione tutti i paesi poveri che tentano di sopravvivere emigrando disordinatamente. Il sistema finanziario globale, è crollato sotto l’azione della speculazione ed ha fatto precipitare l’economia ai livelli paurosi della grande depressione del 1929. La terra, saccheggiata dalla speculazione economica è sempre più in pericolo. Quando si ripartirà, se si ripartirà, ci saranno più sfruttati e meno diritti, perché lo sfruttamento dell’uomo è insito in questo crudele sistema capitalista.
Il comunismo potrà risolvere queste tragedie umane? Sì, se sapremo combattere la mafia capitalista mondiale e se sapremo mettere al centro l’umanità e non l’egoismo e la rapina.
Il “come” lo vedremo strada facendo. Noi ci crediamo e ci proviamo.
Tu che fai? Vieni con noi o accetti questo bel futuro da incubo che hanno preparato per te?